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Il polline d’api
Il polline è il materiale grazie al quale il mondo vegetale si riproduce: è composto da sostanze nobili (oligominerali) che la pianta ha fatto affluire o levitare al suo organo riproduttivo, fiore. Il polline d’api è un cibo alcalino ritenuto dai nutrizionisti uno degli alimenti più completi che si trovino in natura.   I suoi benefici comprendono: • Alti livelli di antiossidanti che contribuiscono alla longevità neutralizzando i radicali liberi e inoltre rendono più efficace l’azione delle erbe medicinali. • Potente effetto afrodisiaco e aumento della fertilità. Il polline riduce problemi alla prostata ringiovanendo gli organi sessuali grazie al suo contenuto di sostanze ormonali. Il polline infatti aumenta la pressione sanguigna in questi individui. • Aumenta la forza, la resistenza, l’energia e la velocità. Permette una veloce ripresa dopo l’esercizio fisico riportando anche il battito cardiaco a frequenze normali. • Favorisce la crescita e la definizione muscolare. Lo British Sports Council ha riscontrato un aumento di forza del 40% e di statura in tutti i soggetti del test che assumevano polline. • Riduce la produzione di stamine, neutralizzando molte allergie. • La massiccia presenza di Vit B contribuisce a formare il nostro scudo anti stress. • Più di 40 studi scientifici documentano l’efficacia terapeutica dell’assunzione di polline d’api e l’assenza di effetti negativi. I test clinici rilevano che le particelle di polline assunte via orale vengono assorbite in modo rapido e agevole poiché dallo stomaco entrano direttamente nel circolo sanguigno. Inoltre dopo solo 2 ore dall’assunzione si riscontra la presenza nel sangue, nel liquido cerebrospinale e nell’urina. • È fonte di 18 vitamine • In base alle ricerche condotte in Francia, Italia e unione Sovietica, il polline è una delle più ricche fonti proteiche biodisponibili in natura e consiste per il 25% di proteine. Si stima che il polline sia 5/7 volte più proteico della carne. È divertente sottolineare che il polline contiene fino a 11 enzimi principali, tutti molto utili alla digestione. Una quantità appena di 130 mg di polline è in grado di coadiuvare la digestione di un chilo e mezzo di cibo. Gli esperimenti scientifici dimostrano che chi assume polline riduce del 15/20% l’apporto alimentare giornaliero. Io lo mangio a colazione e dopo allenamento. Ne prendo 1 cucchiaino, é possibile trovarlo in granuli, come puoi vedere nella mia foto oppure in polvere. Al momento l'ho trovato esclusivamente su Amazon. Grazie per il tempo che mi hai dedicato. #danieleesposito #ilmetodo® Bibliografia Superfood David Wolfe Primordial Food Drapeau 2003 Nutrition and Physical degeneration Prince 2008 Vuoi un percorso personalizzato? ​Contattami
Il segreto è nell’acqua
Nel 2016 ad un seminario per allenamento atleta donna questa personal trainer americana “lamentava” quasi ad ogni argomento un problema che spesso riscontrava nei risultati delle atlete... sai di cosa parlava? "Il segreto è nell'acqua" diceva. La sostanziale modifica che si può dare al tuo corpo è nell'idratazione. Sai quante persone seguono in modo rigido un percorso alimentare contando le calorie o fanno degli allenamenti estremi 4 volte a settimana ma poi pesano sempre lo stesso perchè bevono solo 1 litro di acqua al giorno... Beh il segreto è proprio li. "E tu quanta ne bevi Ingrid?" Le chiesi. Mi rispose che nei giorni out (dove non riusciva a concentrarsi, ne beveva solo 1 gallone al giorno -> solo 4 litri. Nei suoi giorni di allenamento invece arrivava tranquillamente a 6 litri di acqua. Ma non era uno sforzo. Infatti quando inizi a bere bene, il tuo corpo te ne chiede sempre di più senza fatica. Ovviamente c'è chi dice che troppa acqua fa male ai reni... che bisogna berne solo 2 litri al giorno.. chi dice che non si beve con i pasti o addirittura durante l'allenamento. Io seguo migliaia di persone che "si allenano" quindi non sedentarie, da più di un decennio e almeno 3 litri di acqua non hanno fatto mai male a nessuno, anzi. La giusta idratazione nello sportivo, ma anche in chi fa un giusto percorso di "movimento", porta solo benefici. Vuoi un percorso personalizzato? ​Contattami
7 modi per raggiungere i tuoi obiettivi
Può capitare. La settimana scorsa vi eravate ripromessi di allenarvi 4 volte, invece per qualche ragione l’avete fatto solo una volta. Oppure volevate andare a correre alle 18:00, poi siete rimasti incollati davanti al tv. Magari sareste in palestra in questo momento se solo non vi sentisse un po’ stanchi, se non fosse tanto lontana e se vi ricordaste dove avete messo le scarpette… Procrastinare non è necessariamente un problema se capita una volta ogni tanto, ma se diventa un’abitudine rischia di interferire seriamente sui vostri obiettivi fitness ma a anche sulla vostra vita. Come impedire che questi attacchi di pigrizia prendano la meglio su di voi? OBIETTIVI PIU’ APPROPRIATI Probabilmente ritenete di avere già fissato degli obiettivi per l’allenamento, ma la vostra tendenza a procrastinare indica che non sono abbastanza sentiti o specifici. “Fissare obiettivi è di per sé un fattore motivante, perché ci fa vedere il presente in prospettiva. Anziché limitarvi a decidere di fare un po’ di esercizio, decidete quali risultati specifici vi aspettate dall’allenamento”. Vi allenate per diventare più forti, per avere un aspetto più muscoloso, per eliminare il grasso superfluo o per migliorare le prestazioni sportive? Cercate di scoprirlo. Il passo successivo consiste nel fissare traguardi specifici da raggiungere in un determinato lasso di tempo, verificando progressi compiuti in quella direzione ogni due mesi circa. Se ad esempio i accorgo di aver aumentato i carichi nei curl, questo mi darà la spinta ad andare avanti. A volte il problema è rappresentato da obiettivi esagerati. Potrebbe essere il fatto di non ottenere i risultati preventivati e tenervi lontano dalla palestra. PIANIFICAZIONE SERIA Annotare gli orari delle prossime sessioni di allenamento su un’agenda o un calendario e rispettare l’impegno come fareste con qualsiasi altro appuntamento. “Se stabilite un’ora precisa in cui allenarvi, è più probabile che lo facciate davvero. Se invece cominciate a dire “Oggi penso di allenarmi a una qualche ora”, rischiate di non farcela. Se vi capita spesso di avere un impegno inderogabile che vi chiama altrove all’ora in cui dovreste allenarvi o se vi sentite stanchi e poco motivati, modificate il piano in modo da adattarlo alle vostre esigenze. ALLENAMENTO CON QUALCUNO Il motivo dell’efficacia di questa regola è molto semplice: se ci si da appuntamento a qualcuno in palestra, ci sono buone probabilità di rispettare l’impegno con puntualità (sempre che questo qualcuno sia una persona puntuale). Non è indispensabile allenarsi insieme, sebbene molti lo trovino motivante. “Allenarsi insieme a qualcuno serve a spronarsi a vicenda”. DATTI UN PREMIO Dato che può volerci del tempo prima di riuscire a vedere i benefici dell’esercizio fisico, concedetevi qualche gratificazione più immediata. “Stipulate un contratto comportamentale con voi stessi, promettendovi di regalarvi qualcosa che vi piace, ad esempio una serata al cinema, se manterrete gli impegni della settimana. Se i premi sono adeguati, rimarrete sorpresi dall’efficacia di questa semplice forma di auto-corruzione. COMPROMESSO DI 5 MINUTI Quando proprio non vi sentite di allenarvi nel giorno e nell’orario stabilito, dite a voi stessi che farete solo cinque minuti e che, se a quel punto non avrete voglia di andare avanti, lascerete perdere. Nella maggior parte dei casi, così facendo si finisce per completare l’intera sessione. RITROVATE LA MOTIVAZIONE Se ultimamente avete saltato qualche allenamento, dovete ripensare ai motivi che vi hanno spinto a cominciare un programma di esercizio. “Un allenamento mancato non è la fine del mondo, si può benissimo ricominciare. Se le sessioni mancate sono due o se avete saltato una settimana, vi conviene chiedervi perché mancate l’allenamento. Riflettete poi su ciò che l’esercizio fisico importante per voi, sottolineandone gli aspetti positivi e i benefici”. COSTRUITEVI UN’IDENTITA’ DA PERSONA ATTIVA “Il fatto di concepirsi come una persona attiva e sportiva può risultare molto motivante, soprattutto se gli altri ti danno un rinforzo positivo in questo senso e se ti piace essere considerato così”. In parole povere, cominciare a vedervi come una persona in forma. Iniziate a frequentate persone attive che sappiano apprezzare i vostri progressi, acquistate vestiti che mettano in risalto le vostre qualità fisiche. Man mano che iniziate a vedere l’esercizio fisico come una costante della vostra vita, smetterete di saltare sessioni. DANIELE ESPOSITO Vuoi un percorso personalizzato? ​Contattami
Ma le tue feci che forma hanno?
Ora, mantenendoci a distanza di sicurezza, ci avviciniamo al mucchietto misterioso. Componenti Molti pensano che le feci siano costituite soprattutto da quel che hanno mangiato. Non è vero! Le feci consistono per tre quarti d'acqua. Ogni giorno perdiamo circa 100 millilitri di liquidi. Durante un processo digestivo completo l'intestino ne assorbe dagli 8 ai 9 litri circa. Quel che vediamo nel water è dunque il risultato di un processo di assoluta efficienza, anche per quanto riguarda il contenuto d'acqua. Se le feci possiedono un quantitativo d'acqua ottimale, sono abbastanza morbide da trasportare in tutta sicurezza all'esterno gli scarti del nostro metabolismo. Un terzo delle componenti solide sono batteri. Hanno portato a termine il proprio lavoro come flora intestinale e ora smettono di svolgere un servizio attivo. Un altro terzo è costituito da fibre vegetali non digeribili. Più verdura o frutta mangiamo, più i mucchietti saranno voluminosi. Dai normali 100 - 200 grammi di escrementi al giorno, si può dunque arrivare a produrne 500 grammi. L'ultimo terzo è un miscuglio di cose. Consiste di sostanze di cui l'organismo vuole liberarsi, come per esempio rimasugli di farmaci, pigmenti o colesterolo. Colore La pigmentazione naturale delle feci umane varia dal marrone al marrone giallognolo, anche se non abbiamo mangiato nulla di quel colore. Lo stesso vale per l'urina, che tende sempre al giallo. Questo dipende da una sostanza molto importante che produciamo ogni giorno: il sangue. Ogni secondo vengono create 2,4 milioni di cellule ematiche nuove. Nel frattempo, però, ne vengono distrutte altrettante. La pigmentazione rossa iniziale passa al verde poi al giallo (il fenomeno si osserva anche quando si prende una botta e il livido bluastro muta colore con il passare del tempo). Una piccola parte di giallo viene eliminata direttamente con urina. La maggior parte passa dal fegato all'intestino. Qui i batteri possono introdurre un'altra pigmentazione: il marrone. Saper riconoscere le cause delle varie tonalità di colore dei nostri escrementi può essere estremamente utile. MARRONE CHIARO A GIALLO Questa tonalità può derivare dalla sindrome di Gilbert, patologia benigna in cui l'efficienza dell'enzima che controlla la scomposizione del sangue è ridotta al 30% delle sue potenzialità. Di conseguenza, arrivano meno pigmenti all'intestino. La sindrome riguarda l’8 per cento della popolazione, dunque è piuttosto diffusa. La colorazione gialla degli escrementi può derivare anche da problemi legati ai batteri intestinali: se questi non lavorano bene, non generano neppure la pigmentazione marrone. L'assunzione di antibiotici o la diarrea possono compromettere la produzione di pigmenti. DA MARRONCINO CHIARO A GRIGIO Quando i dotti che collegano fegato e intestino si bloccano (perlopiù dopo la Cistifellea), è possibile che i pigmenti del sangue non arrivino alle feci. Avere i dotti bloccati non è mai un buon segno; appena si notano tonalità grigiastre è dunque il caso di andare dal medico. NERE O ROSSE II sangue coagulato è nero, quello fresco è rosso. Stavola non si tratta però solo della pigmentazione che può diventare marrone. Questi due colori denotano la presenza di intere cellule del sangue. Se si hanno le emorroidi, tonalità rosso chiaro non destano ulteriori preoccupazioni. Qualsiasi sfumatura più scura deve essere sottoposta all'esame del medico, a meno che il giorno prima non si siano mangiate barbabietole rosse. Ma che forma ha la mia cacca? La scala delle feci di Bristol esiste dal 1997. Non è poi così tanto i tempo, se si considera che è da molti milioni di anni che esistono gli escrementi. La scala mostra sette diversi tipi di consistenza e può tornare molto utile, perché la maggior parte della gente non parla volentieri dell'aspetto della propria cacca. Non ho niente da ridire su questo tipo di omertà; in fondo, non è necessario parlare proprio di tutto. II problema è che le persone che presentano feci sane sono convinte che sia tutto perfettamente normale. Le hanno sempre viste così. Una buona digestione, che culmina in feci dal contenuto idrico ottimale, corrisponde al tipo 3 e 4. Le altre forme non dovrebbero essere all'ordine del giorno. Se invece lo sono, è il caso di rivolgersi a un buon medico per individuare eventuali intolleranze alimentari o problemi di stipsi. La versione originale della scala delle feci è stata realizzata dal medico inglese dottor Keri Heaton. Tipo uno: palline separate tra loro dure come noci difficili da espellere Tipo due: a forma di salsiccia ma grumose Tipo tre: a forma di salsiccia ma con crepe in superficie Tipo quattro: a forma di salsiccia o serpente lisce e morbide come dentifricio Tipo cinque: pezzi morbidi separati fra loro e dei bordi ben definiti Tipo sei: pezzi soffici dei bordi frastagliati e pastosi Tipo sette: feci acquose senza pezzi completamente liquide Il tipo di feci che produciamo può dare un'idea sulla lentezza con cui il nostro intestino trasporta i componenti indigeribili dell'alimentazione. Per il tipo 1, i resti della digestione impiegano circa cento ore (stipsi), per il tipo 7 intorno alle dieci ore (diarrea). Il tipo 4 è considerato il più vantaggioso, perché presenta un rapporto ottimale fra liquidi e solidi. Chi trova il tipo 3 o 4 nel water, può anche osservare quanto impiegano i pezzi ad affondare nell’acqua. Le feci non dovrebbero raggiungere immediatamente il fondo della tazza, perché in tal caso può essere che contengano ancora troppe sostanze non del tutto digerite. Se invece gli escrementi non affondano così in fretta, significa che contengono piccole bolle d'aria che li fanno galleggiare. Questo dipende dalla presenza di batteri intestinali solitamente molto utili e, se per il resto non si soffre di flatulenza, è un buon segno. Cari lettori, ecco terminata la piccola lettura sulle feci. Fonte Giulia Enders – L’intestino felice , Dottor Keri Heaton Vuoi un percorso personalizzato? ​Contattami
Il muscolo dai mille dolori
Lo sapevi che respirare meglio significa guarire da un bel po' di problemi? Vi presento un caso quotidiano dove molti di voi forse si rispecchieranno. Maria “un nome inventato” di 42 anni, ha un dolore nella zona lombare; il suo medico ha già confermato l’inesistenza di patologia meccanica e articolare. quindi nessuna ernia o sciatalgia. Dopo averla ascoltata, si evince che lavora sempre seduta, per diverse ore al giorno, con persone e colleghi non troppo simpatici e ha un capoufficio che le crea STRESS e TENSIONI. Le tensioni agiscono, in maniera negativa, soprattutto sul DIAFRAMMA e sul COLLO. Infatti maria sente fastidio al collo ed ogni tanto ha bisogno di rilassare i trapezi e le spalle. Ma con il passare del tempo il collo, per evitare il dolore provocatogli dal movimento, si è irrigidito al punto che ora ruota molto meno. Ogni volta che Maria deve girarsi indietro per comunicare coi suoi colleghi, per fare manovra in auto, per spostare oggetti da un ripiano ad un altro, non riesce più ad eseguire il movimento corretto, perché il collo è ormai bloccato, trovandosi costretta a ruotare contemporaneamente collo-spalle-schiena (zona lombare). Tale zona infatti, pur avendo un grado di mobilità sufficiente per fare un movimento rotatorio, non può soddisfare come "supplente" tutti quei movimenti (non di sua competenza), che sono necessari ad un corpo in condizioni normali per affrontare le azioni quotidiane. Per tale ragione, la Zona Lombare comincerà a soffrire per un carico di lavoro eccessivo, quindi non tarderanno ad arrivare inevitabili Dolori da Sovraccarico e da Usura. Cosa fare in questa situazione?Potenziare la zona lombare con esercizi ginnici, comprimendo in tal modo ancora di più le articolazioni? ☑ Massaggiare la zona dolorosa? ☑ Fare infiltrazioni? ⏩ NO, niente di tutto questo! Nel nostro caso, dovremo orientarci su esercizi che restituiscano mobilità ed elasticità al collo: che allentino le tensioni eccessive; che permettano a Maria di riprendere a RESPIRARE NORMALMENTE durante la giornata nonostante i problemi che le si presentano. In altre parole, dobbiamo riequilibrare le sue tensioni e migliorare la sua postura; educarla a non cadere più vittima dello stress e a gestire meglio la sua gestualità. Come agire in primis? RILASSIAMO il Diaframma. Il diaframma infatti, quando è teso, è in grado di disturbare molti organi e muscoli ad esso collegati, quali addirittura il Cuore, a cui è attaccato grazie ad un potente legamento, causando di sovente dolori che non sussistono per cause inerenti a patologie cardiache. Può disturbare la Digestione, essendo letteralmente a ridosso dello stomaco e del fegato.Un diaframma molto teso e corto, inserendosi con i suoi potenti pilastri muscolari fino alla zona lombare, può scatenare Lombalgie e può addirittura irradiare problemi fino alla zona Cervicale, a causa di alcuni muscoli che lavorano al suo posto quando questo è troppo irrigidito. Diaframma e Cuore si assomigliano: hanno iniziato il loro percorso ritmico ed incessante con l'inizio della vita e non possono fermarsi se non per pochi istanti. Vuoi un percorso personalizzato? ​Contattami
La storia di Luca (-26kg)
Professione cuoco Daniele ha segnato per me un enorme cambiamento da tutti i punti di vista: attentissimo e scrupoloso, ma soprattutto mi ha sempre dato la giusta carica per ottenere i risultati prefissati. Il mio percorso con “il metodo” di Daniele Esposito, mi ha portato oggi (luglio 2017) a perdere 20 kg! Un risultato che nemmeno io all'inizio (Febbraio 2017) mi aspettavo ma che, con il passare del tempo , le giuste motivazioni, la professionalità di Daniele e del suo staff ho raggiunto facilmente. E non c'è cosa più bella, vi assicuro, di essere ripagato dei sacrifici fatti nel corso del tempo. Luca Grimaldi Vuoi un percorso personalizzato? ​Contattami
Vuoi dormire meglio?
I segreti di un buon sonno Dormire bene di notte è cosi importante da indurre a pensare che sia del tutto normale cercare la posizione più comoda possibile. Tuttavia, una posizione scorretta può essere dannosa. Bisogna evitate di dormire in posizione che vi obbliga a girare la testa di lato per respirare, ruotando il collo in modo innaturale. Inoltre, se la testa poggia sul cuscino si inclina la colonna vertebrale e si esercita pressione sui dischi intervertebrali e sulle faccette articolari, pure sui muscoli e legamenti del collo e delle spalle. Un'eccessiva sollecitazione di queste parti può inasprire eventuali problemi al collo già esistente o predisporre a traumi futuri. Talvolta le abitudini del sonno dipendono da stati dolorosi, e in taluni casi l'uso di cuscini può essere d'aiuto. Se soffrite di lombalgia, dormire su un fianco può risultare più confortevole con un cuscino tra le gambe se invece preferite stendervi sulla schiena, collocati il cuscino sotto le ginocchia. Se soffrite di dolori ad una spalla, coricatevi sul lato sano e appoggiare il braccio dolorante su uno o più cuscini davanti a voi. Molti si svegliano col torcicollo a causa di un cuscino inadatto o mal posizionato. Quando dormite sul fianco, il collo necessita di un sostegno affinché la testa possa poggiare in posizione stabile e neutra. Senza questo sostegno il collo si inclina verso il basso e induce la spalla a incavarsi comprimendo i nervi e i vasi sanguigni e causando dolore al collo e al braccio. Appoggiare tutto il collo sul cuscino anziché soltanto la testa: in questo modo procurerete sostegno all’intera area dall'estremità della spalla fino alla base del cranio. A questo scopo si adattano bene cuscino ortopedici o imbottiti di piume. Altrettanto importante è la misura in cui materasso accoglie il corpo: la maggior parte le persone dice di preferire un materasso rigido: ma se ci si corica di fianco su una superficie rigida, l’estremità della spalla e dell’anca esterna sono particolarmente sollecitate perchè devono sorreggere il peso dell’intero corpo. Una superficie leggermente più soffice consente al corpo di affondarmi il materasso con conseguente riduzione della sollecitazione su una spalla e anca e ma tutte le parti intermedie. Bibliografia Christian Bud osteopata Londra Vuoi un percorso personalizzato? ​Contattami
Olio di pesce come antinfiammatorio
L'olio di pesce utile per chiudere la porta alle infezioni? Un recente rapporto diffuso dall’università di Aberdeen, indica che 8 settimane di integrazione con olio di pesce possono influire sulla risposta immunitaria post esercizio. L’olio di pesce ricavato dai tessuti dei pesci d'acqua fredda contiene acidi grassi come omega 3, acido eicosapebtaenioco (epa) e acido docosaesanieico (dha) , essenziali per il buon funzionamento del nostro corpo. Secondo le ricerche, gli integratori di acidi grassi omega 3 possono contribuire a mantenere bassi i livelli di trigliceridi nel sangue, proteggere le articolazioni attenuando i fenomeni infiammatori e forse persino prevenire numerose malattie, e più precisamente le patologie cardiovascolari e diabete. Oggi c'è un crescente interesse per interventi nutrizionali che possono garantire la funzione immunitaria degli individui attivi e atleti nelle ore successive la seduta intensa di esercizio fisico. L'immunodepressione post allenamento “una porta aperta all'infezione”, è un indebolimento delle difese dell'organismo contro gli agenti patogeni (Microorganismi nocivi) nelle 3/72 ore che seguono un pesante allenamento. Ecco perché i potenziali benefici dell'olio di pesce nel contrastare gli effetti immunodepressi dell'esercizio rivestono così tanto interesse. Confrontando l'integrazione di olio di pesce con quello di olio d’oliva, lo studio ha rilevato come il primo fosse associato ad un incremento dell'attività citotossica delle cellule natural killer e della produzione di cellule mononucleate periferiche dopo l'esercizio fisico. Lo studio di intervento ha esaminato gli effetti di 8 settimane integrazione di olio di pesce sulla risposta immunitaria dell'unica sessione di esercizio fisico. Sedici individui maschi sono stati assegnati casualmente a due gruppi: un gruppo è stato tratto con 3 g / die di olio di pesce e l'altro con 3 g / die di olio d'oliva. Si trattava di uno studio doppio cieco in cui nei partecipanti di osservatori erano a conoscenza del tipo di trattamento utilizzato. Nel corso della prima visita, tutti i partecipanti sono stati sottoposti ad un test di esercizio massimale mentre la seconda visita prevedeva una seduta di resistenza di un’ora su un ciclo ergometro al 70% del Vo2 max. I prelievi di campioni ematici sono stati effettuati prima dell'integrazione, prima dell'esercizio fisico dopo la somministrazione dell’integratore, immediatamente dopo l'esercizio fisico e sia un'ora che tre ore dal termine dell'esercizio fisico. Sono state condotte ovviamente analisi relative a vari parametri immunologici. Conclusioni È possibile che l’olio di pesce rafforzi la funzione immunitaria e, di conseguenza, potrebbe rilevarsi utile immediatamente dopo l'esercizio fisico. Potrebbe essere d'aiuto anche in periodi di allenamento che impongono al corpo forti stress fisiologici ad esempio quando si aumenta il volume di lavoro. L'integrazione di omega 3 deve fornire almeno 2 g di EPA al giorno potrebbe e potrebbe essere utile dunque a chi ha difficoltà negli allenamenti e a chi vuole dimagrire in modo intelligente. biblografia Gray P , Gabriel B Fish oil supplements augments post excercise immune fuction in young males. Vuoi un percorso personalizzato? ​Contattami
Troppo sale?
Troppo sodio può diminuire il calcio L'eccesso di sodio assunto tramite la dieta viene eliminato con l'urina e, ma una nuova ricerca indica che questo processo avrebbe un effetto collaterale devastante. Lo studio ha dimostrato che l'escrezione del sodio è accompagnata dall’escrezione del calcio. Immagina che basse concentrazioni di calcio sono associate ad una ad un maggior rischio di osteoporosi calcoli renali, due disturbi la cui diffusione in aumento livello mondiale forse proprio per il crescente consumo di alimenti lavorati e salati. Ecco perchè bisognerebbe evitare l’aggiunta di sale a prescindere. Vuoi un percorso personalizzato? ​Contattami Daniele Esposito
Non serve fare 5 pasti al giorno se…
Non serve fare cinque pasti al giorno se... Per mantenersi sani e dimagrire non basta mettere nel piatto i nutrienti indispensabili e mangiare 5 volte al giorno, bisogna anche saper soddisfare le necessità dell’organismo nel momento giusto, perché è regolato su un ritmo esatto che viene studiato dalla cronobiologia (scienza che analizza le fluttuazioni periodiche di funzioni e parametri biologici negli organismo viventi). È necessario che comprenda che devi sottostare a ritmi naturali essenziali, i cicli circadiani (ovvero che durano un giorno), che ti obbligano a rinnovare l’apporto alimentare ogni 24 ore. Il nostro corpo ovviamente ha bisogno di nutrimento in questo lasso di tempo. Deve ubbidire alle leggi naturali che regolano gli orari appropriati per consumare i pasti e i differenti nutrienti, insomma non troppo tardi ne troppo presto, dobbiamo per forza mangiare all’ora giusta. Dalle 12 alle 20 il corpo si trova al massimo delle sue capacità per nutrirsi e digerire gli alimenti, dunque è il momento migliore per assumerli, il tempo ideale per assimilare grazie all’intensa attività della apparato digerente, fegato e reni. È in questo periodo che vanno consumati pranzo e cena, quando si mette in moto il lento lavoro per smontare gli alimenti e ricostruire le sostanze nutritive. Per essere utilizzati dall’organismo gli alimenti devono essere trasformati, ossia metabolizzati per estrarne le sostanze nutritive. Il prodotto di questa degradazione produce degli scarti che devono essere eliminati. Ragione per cui la fase mattutina dell’eliminazione è cosi importante. L’alimentazione moderna produce una quantità più o meno abbondante di scorie acide: oltre un certo limite, gli acidi accumulati provocano una gelificazione del liquido mesenchimale incompatibile con un suo corretto funzionamento. Prima dell’eliminazione c’è la fase della rigenerazione che inizia intorno alle ore 20:00. Il flusso di sostanze nutritive diminuisce, il moro assorbimento e la digestione sono stati assicurati, quindi il processo metabolico di modifica per dedicarsi alla rigenerazione cellulare, che si protrae fino alle 4:00 del mattino. La rigenerazione cellulare avviene durante la notte, quando l’organismo è in una condizione di riposo e di digiuno. In questa fase, le sostanze nutritive assunte attraverso gli alimenti vengono utilizzate per produrre nuove cellule o nuovi costituenti cellulari, oppure per riparare le strutture danneggiate dovute anche ad un eventuale allenamento. In questo periodo avrai una diminuzione della temperatura corporea da 37° circa a 36°. Un consiglio per favorire la rigenerazione è non mangiare durante la notte. Dopo le 4 del mattino inizia la fase dell’eliminazione, che dura circa otto ore e termina alle 12.00. la priorità del corpo diventa liberarsi dei residui tossici. Per assecondare tale fase e facilitare l’espulsione delle tossine ti consiglio di mangiare a colazione alimenti che facilitano l’espulsione, come succhi, tisane, tè verde, frutta fresca e soprattutto acqua. Purtroppo buona parte delle persone che finora ho conosciuto, non segue la cronobiologia né la scansione del giorno nelle tre fasi che ho descritto. Vuoi un percorso personalizzato? ​Contattami Daniele Esposito
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