cortisolo

Il cortisolo fa ingrassare?
l’ormone dello stress fà ingrassare?

Il cortisolo

Noto anche come "Ormone dello stress"

 

Il cortisolo è un ormone rilasciato dalle ghiandole surrenali e svolge un ruolo molto importante siccome consente al corpo di reagire allo stress. L'azione che innesca è conosciuta come "combatti o fuggi" e si verifica in seguito ad un evento stressante.

Immagina di subire una situazione di forte stress e pericolo, il tuo corpo in quel momento sta producendo cortisolo.

Grazie a questa azione il corpo reagisce aumentando il battito cardiaco, la pressione e tendendo i muscoli consentendo di reagire rapidamente alla situazione.  Inoltre il cortisolo aumenta lo zucchero nel sangue, promuove la riparazione dei tessuti e riduce l'infiammazione.  

 

I livelli di cortisolo

 

livelli di cortisolo alti

 

Nel corso di una giornata media, i livelli di cortisolo oscilleranno naturalmente. Solitamente sono più alti al mattino e più bassi nel pomeriggio andando a scendere fino alla sera quando ci si rilassa per dormire.

Mantenere dei livelli troppo alti di cortisolo per un periodo prolungato, può avere un effetto negativo sulla salute. Avere livelli troppo alti di cortisolo porta all'aumento della glicemia, riduzione delle difese immunitarie, aumento della pressione cardiaca, ritenzione idrica e formazione di grasso.  

 

Come gestire il cortisolo

 

   

Se sei molto stressato e dormi poco probabilmente stai producendo molto cortisolo. L'allenamento aiuta a ridurre i livelli di cortisolo durante la notte, aiutandoti a dormire meglio.

Non esagerare però con l'allenamento, potresti ottenere l'effetto opposto ed aumentare ulteriormente i tuoi livelli di cortisolo.

Segui un programma preciso e adatto alla tua esigenza e cerca di allenarti al mattino, in modo da non aumentare i tuoi livelli di cortisolo durante la notte. Infatti, uno studio della Stanford school of Medicine ha provato che i tempi di rilascio dell'ormone dello stress hanno un impatto sull'aumento di peso.

Quindi allenarsi quando i livelli di cortisolo dovrebbero essere più alti (al mattino) non provoca effetti sull'aumento di peso.

Inoltre, non sottovalutare mai il recupero dagli allenamenti. Riposati e permetti al tuo corpo di rigenerarsi.  

 

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Daniele Esposito

 

Lo stress influisce sul dimagrimento?

Lo stress fà dimagrire?

 É Vero o falso?

La vita quotidiana spesso ci porta in situazioni di stress e ansia che portano ad un movimento continuo, non ci si riesce mai a fermare. Nonostante questa continua attività però i risultati non arrivano, anzi si continua ad ingrassare!

Lo stress è definito come il modo in cui il corpo risponde a qualsiasi richiesta. Quando il corpo è sotto stress, aumenta il battito cardiaco e la respirazione, i muscoli si irrigidiscono e il cervello inizia ad utilizzare più ossigeno.

Il lavoro, la famiglia oppure i problemi presenti nelle nostre giornate possono causare una situazione di stress costante che è il male della salute emotiva e fisica.

Si tratta di uno dei fattori più sottovalutati che però è uno dei responsabili dello stato fisico ed ha un grande impatto sulla capacità di dimagrire.

Lo stress fà consumare più cibo

 
Alcune persone reagiscono allo stress mangiando di più, ciò contribuisce ad aumentare l'introito calorico e provoca un aumento di peso. Quando siamo stressati desideriamo cibi dolci, salati o ricchi di grassi perchè stimolano il cervello a rilasciare sostanze chimiche del piacere che riducono la tensione.

Non è però una buona medicina! Infatti questo comportamento provoca una forte dipendenza perchè sembra alleviare la situazione, ma in realtà ciò dura pochissimo tempo causando poi un peggioramento dello stato emotivo.

Uno dei principali effetti sul corpo, causati dall'essere stressati è quello di rilasciare una cascata ormonale negativa che non aiuta assolutamente a dimagrire. Uno di questi ormoni è il cortisolo.

Il cortisolo

Il cortisolo, spesso definito come l'ormone dello stress, può rendere difficile la perdita di peso. Avere livelli troppo alti di cortisolo porta all'aumento della glicemia, riduzione delle difese immunitarie, aumento della pressione cardiaca, ritenzione idrica e formazione di grasso.

Mancanza di sonno

La mancanza di sonno e la stanchezza causano l'aumento di un altro ormone, la "grelina". La grelina è l'ormone principale della fame e viene rilasciato anche quando beviamo troppo alcool.

Come diminuire lo stress

  cancellare lo stress
Sebbene non possiamo rimuovere completamente le fonti di stress dalla nostra vita, Migliorare le abitudini del sonno, aumentare l'attività fisica e praticare una sana alimentazione, può sicuramente fare molto.

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Il Metodo 5      

Piccoli cambiamenti per ottenere grandi risultati!

Ecco alcuni consigli

Per ottenere grandi risultati

Nel primo mese dell anno, molte persone sono tentate di apportare cambiamenti radicali al proprio stile di vita; iniziano a correre per 3 volte alla settimana, ad andare in palestra per un'ora ogni giorno, iniziare un alimentazione sana e cercar di fare fede a tutti i buoni propositi di Gennaio.

Questi importanti cambiamenti nello stile di vita funzionano sicuramente per alcuni. Ma se sei come la maggior parte delle persone, provare a cambiare tutta la tua routine (e cercare di cambiarla tutta in una volta) può risultare pesante.

 

Approfitta delle opportunità di movimento

Tieni presente che le piccole opportunità per muoversi si sommano nell arco della giornata, quindi parcheggia l’auto  lontano, per esempio,  fai le scale a piedi, se no  hai mai fatto attività fisica inizia gradualmente un percorso di allenamento. ogni movimento conta e aumenterà il tuo deficit calorico complessivo.

 

Tenere un diario personale

Iniziare a tenere un diario personale in cui registrare ogni giorno le proprie riflessioni, ciò che è andato bene e ciò che è andato male nelle 24 ore appena trascorse, i propri obiettivi per il giorno successivo e… qualsiasi altra cosa ci venga in mente. Scrivere ci aiuta a mettere ordine nei nostri pensieri.

 

Avere una routine prima di andare a dormire

Un'enorme percentuale di persone non riesce a dormire bene la notte regolarmente, il che può provocare danni alla capacità del corpo di funzionare.

"L'ormone  dello stress, il cortisolo, è direttamente influenzato dal sonno e detiene la chiave della salute mentale, perdita o aumento di peso, desiderio sessuale, memoria, livelli di energia, appetito e altro ancora".

Ma c'è un piccolo cambiamento che può avere un grande impatto sul tuo sonno, che a sua volta può avere un grande impatto sulla tua salute generale. Crea una routine della buona notte.

Quando fai la stessa routine prima di andare a letto ogni sera (ad esempio, fai un bagno caldo, prendi una tazza di tè, sali nel letto con un buon libro o tutto quanto sopra), alla fine, il tuo cervello inizierà ad associare quella routine con il rilassamento, che faciliterà la caduta e il sonno.

Assicurati solo che le attività che includi nella tua routine della buonanotte ti aiutino a calmarti. Dovrebbero essere evitati l'esercizio fisico intenso, i social media, i messaggi di testo e qualsiasi altra attività che coinvolga il cervello o il corpo nell'azione piuttosto che nel rilassamento."

 

Svegliarsi presto al mattino

Inutile prendersi in giro: non siamo fatti con lo stampino. C’è chi dà il meglio di sé al mattino e c’è chi invece carbura solo dopo pranzo. Eppure, svegliarsi presto al mattino dà un ritmo diverso all’intera giornata: questo semplice gesto (ho detto “semplice”, non “facile”) ci consente di ottenere una piccola vittoria già dalle prime ore del mattino, una piccola vittoria che ci sprona a dare il meglio di noi nel resto della giornata.

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Daniele Esposito

 

 

 

Ecco perchè non devi esagerare con l’allenamento

Il nostro cervello alla percezione dello stress dà il via ad alcuni meccanismi producendo cortisolo , anche detto "l'ormone dello stress".

L'esercizio è percepito dal corpo come una fonte di stress e quindi stimola il rilascio del cortisolo.
I livelli di cortisolo durante l'allenamento aumentano per poi calare durante il recupero.

il tempo e l'intensità dell'esercizio possono influenzare il livello di rilascio di cortisolo. Quando si tratta di esercitare, più potrebbe non essere migliore.

Allenarsi per più di 60 minuti, anche a bassa intensità, brucerà le riserve di glicogeno del corpo e stimolerà il rilascio di cortisolo.
Infatti uno studio su degli atleti di resistenza conferma che un allenamento a lungo termine produce più cortisolo.

Cortisolo nemico o amico?
Troppo cortisolo a lungo può avere effetti negativi.

Livelli elevati di cortisolo si traducono in glicemia cronica, aumento della massa grassa, pressione alta, perdita muscolare e i suoi effetti sul calcio possono aumentare l'osteoporosi.

L'alta glicemia a sua volta genera più produzione di insulina e il ciclo di resistenza all'insulina
Il cortisolo viene visto da molti come un demone ma in realtà senza moriremmo.

Il cortisolo però non è un nemico per il nostro corpo, infatti senza di esso moriremmo.

Il cortisolo ha un ruolo fisiologico vitale!
Agisce in situazioni di emergenza o fattori di stress insieme all'adrenalina , che eleva la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna.

In situazioni di emergenza quindi il cortisolo fornisce all'organismo ulteriore gluscosio necessario per avere l'energia immediata per affrontare quella situazione.

Ha un ruolo fisiologico vitale. Infatti il cortisolo fornisce all'organismo l'energia necessaria per affrontare attacchi fisici da lesioni, malattie o infezioni.

Inoltre grazie al suo potente effetto anti-infiammatorio allevia irritazione e dolore.

Il consiglio per non avere livelli elevati di cortisolo è non esagerare e recuperare in modo giusto eseguendo quindi un programma equilibrato di allenamento riducendo lo stress.

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Daniele Esposito

Perchè l’ansia peggiora in primavera?

E’ esperienza piuttosto comune fra le persone che soffrono di disturbi d’ansia che i sintomi, fisici e psichici, si riacutizzino quando arriva la bella stagione.

Perché l’ansia peggiora in primavera?

In primavera iniziano a modificarsi due parametri fondamentali, luminosità e temperatura, che incidono direttamente sulla biochimica cerebrale e sull’attivazione psicofisiologica di tutte le persone con effetti altamente soggettivi. Chi soffre d’ansia può risentire di questa aumentata attivazione reagendo molto intensamente e sfavorevolmente e subendo un complessivo peggioramento della sintomatologia, a volte anche in corso di terapia farmacologica.

Oltre a queste cause di natura fisica/organica c’è anche un altro motivo, di ordine psicologico e più complessivo, che fa peggiorare l’ansia nei cambi di stagione: l’ansioso tende a cercare costantemente un equilibrio che gli consenta di restare il più possibile indisturbato e tranquillo, equilibrio che di solito raggiunge evitando il più possibile le novità, i cambiamenti, gli stimoli che richiedano un riadattamento.

In primavera il clima diviene instabile, un giorno c’è il sole e fa caldo e il giorno seguente piove e fa freddo, e questo mette a dura prova l’equilibrio dell’ansioso che deve riadattarsi continuamente a condizioni che mutano e che si trova a fronteggiare stimoli fisici fastidiosi che possono innescare in lui reazioni ansiose soprattutto se tende ad essere molto concentrato sul proprio corpo e alle sensazioni che prova.

Cosa succede nel nostro corpo?

Dal punto di vista fisiologico l’aumento delle ore di luce e della sua intensità porta ad una maggiore produzione di cortisolo (il cosiddetto “ormone dello stress”) che l’organismo secerne per far fronte all’aumentato fabbisogno di energia che segue la fine dell’inverno e l'allungamento del periodo di luce giornaliero. Questa variazione può provocare conseguenze negative in tutte le persone, causando nervosismo, insonnia, inappetenza e sbalzi d’umore, ma provoca conseguenze peggiori in chi già soffre di un disturbo ansioso (e/o depressivo).

Oltre al cortisolo aumenta anche la produzione di melatonina e la quantità di serotonina in circolo, proporzionalmente all’esposizione alla luce solare, determinando variazioni biochimiche anche brusche che possono portare all’aumento dell’attivazione fisiologica che provoca maggiore disagio nei soggetti che soffrono di ansia.

Chi è più colpito?

Le persone la cui attivazione di base è già significativa ragiscono peggio delle altre alle alterazioni biochimiche indotte dal cambio di stagione, indipendentemente dal fatto che soffrano di un disturbo d'ansia. Dal punto di vista psicologico ciò che incide è l'interpretazione dell'insieme di fattori fisici che si modificano e dei loro effetti diretti sul corpo: l’aumento della luminosità, le variazioni dell’umidità, il caldo e il freddo che si alternano possono spaventare in particolare chi soffre di attacchi di panico e chi presenta sintomi ansiosi di natura respiratoria (fame d’aria, sensazione di respirare male e di non riuscire a riempire e/o a svuotare del tutto i polmoni) o pseudo-neurologici (vertigini, sensazione di testa gonfia/leggera, paura di svenire per abbassamento della pressione).

Come affrontare i cambi di stagione?

I cambiamenti climatici che si verificano con l’inizio della primavera e dell’autunno incidono direttamente sia sulla psicofisiologia sia sulla psiche delle persone e le reazioni che ne derivano sono sia altamente individuali, sia correlate alla presenza di disturbi ansiosi e dell’umore. In linea generale chi si trova a disagio in questi momenti di passaggio può intervenire per quanto riguarda gli effetti di luce e temperatura:

- regolando la propria esposizione alla luce rendendola progressiva e utilizzando occhiali da sole nelle ore in cui l'illuminazione è per lui eccessivamente fastidiosa;

- indossando abiti che gli consentano di non accaldarsi eccessivamente e di prevenire l'innesco di quelle sensazioni fisiche che possono portarlo all'attacco di panico, ai giramenti di testa, all'impressione di svenire o di respirare male, che spesso sono direttamente legate all'aumento della temperatura percepita.

E’ importante che chi soffre di un disturbo d’ansia non sottovaluti il fatto che una parte del suo malessere dipende anche da ciò che succede nel suo corpo, oltre che nella sua mente, e che quindi non c’è motivo di spaventarsi o di pensare ad un peggioramento stabile dell’ansia.

Questo vale soprattutto per le persone in terapia con psicofarmaci, che possono cercare di non preoccuparsi eccessivamente affrettandosi a rivolgersi al proprio curante per un aggiustamento della posologia. Chi non è ancora in terapia (psicologica e/o psicofarmacologica) può cogliere l’occasione per affrontare finalmente il problema e per chiedere aiuto ad uno psicologo senza rimandare ulteriormente.

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